Il nostro primo incontro

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Data: 13 Ottobre 2014

Luogo: Libreria del Mondo Offeso

Libro: Una piccola libreria a Parigi – Nina George


Le nostre eroine giunsero alla Libreria del Mondo Offeso in un piovoso lunedì sera. Subito furono accolte dal calore dei libri e di Laura, la proprietaria, che esclamò un “Finalmente!” (che ci fosse del sarcasmo?!).

Le bionde gattare imbandirono la tavola con ogni ben di dio: matite, post it colorati, bustine, poesie e tutto ciò che dà nutrimento ad un lettore.

I minuti passavano, gli ombrelli si chiudevano e venivano riposti all’esterno, segno che i lettori stavano arrivando. Pian piano il tavolo della Libreria veniva circondato da sedie, sgabelli, sgabellini, borse, giacche. Le tesserine venivano timbrate chemmanco all’Esselunga il giorno della fine della raccolta punti per prendere le pirofile quelle buone.

“Tra 5 minuti cominciamo!” fu la frase che accese gli animi di chi già stava cominciando a parlare di cosa significa leggere, di come sono belli i classici, di come si fa a morire sapendo che non si è letto Guerra e Pace.

E così cominciarono.

“A quanti non è piaciuto il libro?” e su di mani alzate…

Già, perchè con grande sorpresa di molti, il libro è piaciuto davvero a poche. Le nostre avide lettrici lo hanno definito un libro troppo poco realistico, eccessivamente romantico. L’aspetto più piacevole, quello della farmacia letteraria, del libro come cura, è poco approfondito, trascurato, per lasciare spazio a quello dell’amore, ma un amore che ha poco di reale. E’ un libro scritto da una donna, per le donne e in cui non c’è un solo personaggio che sia davvero maschile… e se ce lo dicono delle donne dobbiamo decisamente crederci!

Tutte le nostre booklovers ammettono che comunque si tratta di un romanzo molto ben scritto che affronta moltissime tematiche in cui ciascuna lettrice può identificarsi: l’esperienza del lutto, la fine di un amore, l’abitudine come malattia, ecc. E poi si ammette apertamente che almeno una lacrima l’hanno versata tutte.

L’incontro è piacevole, il clima è caloroso e contrasta perfettamente con la pioggia di Milano che batte imperterrita fuori dalla libreria. Metti tante donne assieme attorno ad un libro e un camino non servirà affatto, ci sarà già calore a sufficienza per scaldare le mani a tutti.

Le nostre eroine si salutano tra sorrisi, abbracci, dediche, polaroid e tweet. Vengono ripetuti dei GRAZIE incessanti come la pioggia di cui sopra.

Torniamo a casa sognando di avere un battello pieno di libri che galleggi su queste strade bagnate. Perchè Una piccola libreria a Parigi non ci avrà colpito fino in fondo, ma una Lulù la vorremmo tutte quante.

P.S. A volte certi grazie sono banali, scontati o formali. Ci sono grazie detti per caso, quelli sarcastici, quelli che devi dire per forza o sembri maleducato. Il nostro è un grazie diverso. E’ un grazie sincero, profondo, motivato. E’ uno di quei grazie che viene dalla pancia, passa per il petto, irrora le braccia e spunta sulla bocca per trovare una via d’uscita. Grazie per averci seguite con tutto questo entusiasmo sin dalla prima volta. Grazie per tutti i grazie. Non vediamo l’ora di non citare Oscar Wilde insieme a voi ancora e ancora e ancora.

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