Gli incontri di Novembre

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Quando un incontro non basta, non resta che farne due. E pare che sia obbligatorio che quando ci si incontra da Laura alla Libreria del Mondo Offeso debba piovere. Il martedì invece, lo abbiamo trascorso con Barbara presso la sua bellissima Galleria in mezzo alle opere di Jeremy Mann (che non è parente di Thomas come ha ipotizzato qualcuno). Arte, un bicchiere di vino e un libro… ma quanto siamo colti noi di #LSOW?

Gli incontri partono con la nostra domanda rompighiaccio: “A quanti non è piaciuto?”.

Alcune mani si alzano, altre rimangono a metà, alcune rimangono al loro posto, sul libro.

Copia-e-incolla di Danny Wallace, il libro scelto per il mese di Novembre, è un romanzo scritto in maniera molto colloquiale, con uno stile quasi televisivo che però parte piano e diventa avvincente e trascinante solo nella seconda metà quando la fine di ogni capitolo ti invoglia a leggere il successivo. Come quando guardi una serie tv!

Le nostre lettrici accostano il libro al film Sliding Doors o a Yes Man (che per altro è ispirato ad un romanzo di questo stesso autore). In quanti e quali modi puoi cambiare la tua vita quando ne sei insoddisfatto?

Perchè la chiave è questa: se pensi che la vita degli altri sia meglio della tua, perchè non copiare spudoratamente quella degli altri? Un’esasperazione ovviamente, che però dà l’idea di quanto si possa essere infelici a volte.

Come Hailey, odiata da quasi tutte le lettrici, un personaggio vuoto e persino un po’ meschino, che abbandona quel che ha quando si accorge che forse, ma solo forse, potrebbe esserci qualcosa di meglio o magari solo di diverso. Il peccato originario di questi personaggi è quello di non avere alcun tipo di personalità, di essersi appiatiti sulla loro routine.

In entrambi i gruppi abbiamo notato come il meccanismo del copiare sia di per sè naturale; è così che impariamo a fare moltissime cose e ci è capitato mille volte di aver davanti qualcuno a cui abbiamo copiato un gesto, un vestito, un accento (non per Chiara, che emana un editto che vi impedisce di assumere accenti non vostri). Il libro esaspera (forse alle volte in maniera un po’ grottesca) questa nostra attitudine naturale. Chi sei tu? Chi è Tom Ditto (come dal titolo originale)? Qual è la tua personalità? E’ davvero la tua o è quella che hai rubato agli altri? “Sei solo la copia di mille riassunti”?

Gli incontri terminano con delle piccole sedie da gnomi su cui le lettrici hanno “copiato e incollato” le loro cit, ovviamente senza mai citare Oscar Wilde. Ci teniamo a lasciarlo in pace.

P.S. Grazie a chi ha partecipato e ha raccolto il suo timbrino a forma di teschio. Vi ricordiamo che chi raccoglie per primo 10 timbrini vince delle pirofile da forno. E SCUSATE SE è POCO!

 

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Commenta senza citare Oscar Wilde

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