PATRICK MODIANO: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2014

patrick-modianoCari Booklovers,

ogni volta che parliamo di un autore, cerchiamo di farlo nel rispetto dello sforzo compiuto, il duro lavoro e l’opera che ha portato a termine, ma vi assicuriamo che scrivere di un Premio Nobel per la letteratura non è cosa facile.

Jean Patrick Modiano è uno scrittore e sceneggiatore francese. Nasce a Boulogne-Billancourt, città poco distante da Parigi, il 30 luglio del 1945, figlio di Albert Modiano, ebreo francese di origini italiane, e di Louisa Colpijn, un’attrice belga di etnia fiamminga. Studia dapprima in Alta Savoia, poi al Liceo Henri-IV di Parigi; conosce Raymond Queneau, amico della madre, che gli darà anche delle lezioni individuali di geometria e con il quale entrerà anch’egli in amicizia. Termina gli studi liceali ad Annecy, conseguendo il baccalauréat nel 1962, senza proseguire.

Nei suoi romanzi, per lo più ambientati nella Parigi dell’Occupazione nazista e costruiti intorno alla figura dello straniero, dell’esule, dell’ebreo, si intrecciano una vena disperata di ascendenza esistenzialista  e il gusto della rievocazione.

L’Accademia Svedese ha motivato il riconoscimento “per l’arte della memora con cui ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la vita e il mondo dell’Occupazione“.

“Dora Bruder” colpisce soprattutto per il lavoro di ricerca di una ragazza di 15 anni scomparsa molti anni prima, in una Parigi completamente diversa da come la conosciamo noi oggi.

Modiano ricostruisce i fatti con appassionata curiosità, ricercando tra documenti personali, testimonianze, registri di polizia. Ripercorre le strade per lei abituali, entra negli edifici in cui Dora entrava, visita il suo collegio, nel cui registro alla voce “data e motivo dell’uscita” è scritto: 14 dicembre 1941.
Causa fuga, e quasi la incrocia, quasi la vede, come se fosse possibile rivivere quei giorni lontani, in cui non era nemmeno nato. Immagina anche un possibile incontro, durante un rastrellamento per le strade, tra Dora e il padre dell’autore, in un camion che li stava trasportando verso quei campi di concentramento.

Un libro sulla ricerca e sulla memoria:

“Se non fossi qui a scriverlo, non esisterebbe più traccia della presenza di quella sconosciuta e di mio padre su un cellulare nel febbraio del 1942, sugli Champs-Elysées. Soltanto persone – morte o vive – da iscrivere nella categoria degli individui non identificati.”

Vi aspettiamo lunedì 29 giugno presso Capoverde e martedì 30 giugno presso Mint Garden Cafe per parlare di Dora Bruder.

E come sempre : VENITE GIA’ LETTI. O NO.

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