Democrazia canaglia: scegli il libro di Marzo

Cari BookLovers,

arriva quel momento del mese in cui avete una grande responsabilità: scegliere il libro di cui parleremo durante gli incontri di Marzo 2016. Quindi, leggete bene le trame e scegliete con coscienza 🙂

Le date e i luoghi degli incontri saranno disponibili a breve sul nostro blog, sulle pagine Facebook e probabilmente anche in TV a reti unificate.

Il sondaggio, come sempre, si trova in fondo alla pagina.

“Follia” di Patrick McGrath

Follia di Patrick McGrath

Follia di McGrath

Le storie d’amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni”. Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste.

 

 

“Memoria delle mie puttane tristi” di G.G. Marquez

Memoria delle mie puttane tristi di G.G. Marquez

”L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte di folle amore con un’adolescente vergine”. Comincia così il nuovo romanzo di Gabriel Garcia Marquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci anni alla narrativa. E lo fa rendendo omaggio al capolavoro di un altro premio Nobel da lui particolarmente amato, “La casa delle belle addormentate” di Yasunari Kawabata. A raccontare è la voce dell’anziano protagonista, un giornalista eccentrico e solitario, appassionato di musica classica, che accanto a quell’adolescente scopre il piacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme “senza le urgenze del desiderio o gli intralci                                                                         del pudore”.

 

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