Booklovers Moment: scegli il libro di Aprile ’16

Cari BookLovers,

si sa che questo ormai è il vostro momento: avete la possibilità di dire la vostra. Addirittura!

Speriamo noterete che, oltre a farvi scegliere, ogni tanto vi ascoltiamo. Infatti, abbiamo deciso di mettere al ballottaggio solo autori italiani per il libro di Aprile 2016.

Inoltre, vi ricordiamo che il libro vincitore potrà essere ordinato presso la libreria Colibrì di Milano con lo sconto del 20% e ritirato o il lunedì dell’incontro o in una data a seguire.

Bene. Ora è il momento di scegliere (BENE), tanto vi lamentate in ogni caso 🙂

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“Splendore” di Margaret Mazzantini
splendore“Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?” si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due destini. Uno eclettico e inquietto, l’altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d’acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. Ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per l’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. Un romanzo che cambia forma come cambia forma l’amore, un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l’archeologia e la contemporaneità. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

 

“M” di Stefano Bartezzaghi

m_metronovela_naming_270x413 (1)Bartezzaghi ritrae con la stessa attenzione la Milano “di sopra” e quella “di sotto”. Le strade in cui passeggiare o fare “trekking urbano” e i meandri della metropolitana. Intorno alle fermate, e alle vie o piazze in cui portano, fioriscono le descrizioni della città passata e presente e dei suoi abitanti. Ogni dettaglio è preso, osservato, analizzato, giocato linguisticamente. Il tema della nominazione ricorre in tutto il testo, così anche la riflessione sulle parole e sulla memoria personale: l’autore ragiona sui tic linguistici, sul trionfo dell’aforisma a scapito del contesto, dà nuova energia ai simboli abusati (come ad esempio il labirinto), riflette sull’enigmistica che fa da sfondo e sistema alla sua vita. C’è una traccia costante che ritorna fra le pagine: l’idea di una “metronovela” da trasmettere sugli schermi alle fermate della metro al posto della pubblicità. Una storia a puntate, che si replichi per giorni affinché gli spettatori non si perdano qualcosa, e che prosegua la settimana successiva con la puntata nuova. Cosi, di tanto in tanto, compaiono i due protagonisti del format immaginario (Chuck e Dem, un nero canadese e un piccoletto greco) a fare da contraltare alla narrazione di un luogo come spettatori novizi, o a interpretare una situazione della metronovela “meneghino-globale”. Quello che all’inizio può apparire come un inventario casuale di immagini e di idee va man mano a costruire una composizione coerente, il romanzo di una città e delle sue voci.

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