Diario di una torinese Doc al Salone del libro 2016

salone_del_libro_torinoIl giorno dopo una festa, una bellissima festa, si respira un’atmosfera un po’ malinconica e oggi, che il Salone del Libro di Torino ha chiuso i battenti, la nostalgia è palpabile. Dobbiamo aspettare altri 360 giorni, o quasi, per rivedere, come sempre in grande spolvero i libri, nostri compagni di avventura: alcuni amici fidati, altri che ancora dobbiamo conoscere, amare e, a volte anche detestare.
Il Salone del Libro può sembrare una Fiera anacronistica in un’epoca digitalizzata come la nostra, eppure quest’anno, ancora più di altre edizioni,il Salone ha regalato grandi emozioni. Le Major non si sono lasciate sfuggire l’occasione e si sono presentate al loro meglio, ma anche le piccole case editrici indipendenti, specializzate e di nicchia hanno messo il vestito buono della domenica e hanno presentato novità e vecchie riedizioni. Dire che cosa è stato più bello è sempre molto complicato, chi è il giudice imparziale che può davvero decretare la bellezza o meno di un libro? Posso semplicemente dire quello che mi ha colpito.
In primis la modernità e l’innovazione, noi, abituati al rigido editore che difendeva strenuamente le edizioni più pregiate ci siamo trovati di fronte ad un cambiamento epocale: il libro digitale, ebbene sì oggi è accettato. Sì è vero, noi puristi preferiamo il sapore della pagina da sfogliare, il profumo della carta e lo scricchiolare delle rilegature, tuttavia non possiamo negare che il futuro è, almeno in parte, nel digitale. Quest’anno per la prima volta le commistioni tra web ed editoria sono state manifestate, due mezzi di comunicazione diversi eppure molto simili. A parlarne è stata una casa editrice che fino a poco tempo fa avremmo definito non solo tradizionalista, quanto austera, la Treccani. La casa editrice ha infatti, selezionato 6 contenuti nativi digitali particolarmente interessanti e di facile lettura che raccontano la città di Torino premiandone la vivacità e la facilità di lettura.
Prendiamo spunto da questo premio per parlare di due scrittrici, nate sul web, che hanno scelto di mettersi alla prova con un romanzo . Enrica Tesio, “La verità, vi spiego sull’amore”Mondadori, un testo che ha già qualche mese, ma che vale la pena di leggere per la i dialoghi pungenti e per l’ironia con cui l’autrice gestisce praticamente ogni pagina. Valentina Stella, “Il resto è ossigeno” –  Sperling & Kupfler, racconta i quarantenni che spesso siamo, le passioni, i desideri le necessità di rivivere i vent’anni ma con la consapevolezza della vita già un po’ vissuta. Disincanto? Forse, chi può dirlo?
“La Martin adotta un punto di vista “scientifico” per studiare la sua nuova tribù e, forse, trovare il mondo di esserne accettata” è questo il cuore del messaggio che offre il romanzo più appassionante del momento, quello che è andato esaurito e subito riassortito in poche ore dall’apertura “Nella giungla di Park Avenue” di Wednesday Martin (Sperling & Kupfler) un ritratto al vetriolo, per essere gentili, delle famiglie che vivono i quartieri alti della città che non dorme mai.

Un profilo che passa dall’avventurosamente romantico a quello più coerente è quello con cui Massimo Nava, di professione giornalista del Corriere della Sera, tratteggia Eugenio Torrielli Vollier, il “Garibaldino che fece il Corriere della Sera”.
Uomo di “illuminata moderazione” che ebbe subito le simpatie di borghesi imprenditori e capitalisti a cui servivano larghezza di vedute e apertura sociale e che diede in breve tempo vita a quello che ancora oggi è il quotidiano più importante d’Italia.

salto
Per descrivere tutte le novità, le uscite e le scommesse dell’editoria attuale non basterebbe certo un post e servirebbe una competenza che non credo proprio di avere, per questo motivo mi fa piacere dare qualche nota di colore che ho riscontrato in questa edizione.
Tutte le case editrici, senza esclusione di colpi, hanno portato in fiera almeno un libro di Mandala (disegni da colorare per adulti) Anche EDT –Editrice delle guide turistiche Lonely Planet- ha pensato di dare alle stampe una guida con tutti i più importanti monumenti del mondo a partire dalla Basilica si San Pietro fino alla Moschea Blu passando per l’Empire State Building. E’ per contrastare la crisi che vivono le aziende produttrici di pennarelli?
L’angolo dedicato al food era a dir poco appetitoso, dalla cucina vintage a gli “Aristopiatti” che non sono i menu destinati ai gattini della Disney, ma le ricette che venivano preparate per Re Sole e la regina Vittoria, tanto per citarne alcuni. EDT, sempre lei, poi ha presentato l’ultimo nato della serie “Alla Carta” una collana in cui scrittori che non si occupano di gastronomia hanno potuto scegliere una destinazione e raccontarne la cucina. Sara Porro ha presentato quella peruviana in “Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città” e ,sempre EDT un simpatico libretto dedicato ai food truck. Soprassiedo sull’enormità di volumi dedicati alla cucina Vegana e cito Iaccarino che dice sempre “Adoro i vegani perché lasciano a me tantissime cose buone da mangiare”
Infine i ragazzi, loro sono stati i protagonisti veri ed assoluti del Salone e non solo per aver saccheggiato la colonna dedicata alle web star di Mondadori, che ho scoperto con rammarico essere i famosi Youtuber, ma soprattutto perché bambini, ragazzi, adolescenti, sono davvero ancora ed inesorabilmente attratti dalla pagina stampata, perché si, signori, un libro ha ancora la capacità di catalizzare l’attenzione, per fortuna.
Ci vediamo l’anno prossimo?

Silvia GALLI

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