Scegliete il libro di Febbraio 2019

Cari Booklovers,

come ogni mese, vi chiamiamo a votare fra due libri il cui tema è la dimenticanza.  Cosa si intende per “dimenticanza”? Per esempio, inteso come fortuita a volontaria mancanza di memoria, in quanto è causa che si ometta o si trascuri qualcosa.

L’incontro in cui si parlerà del libro vincitore del sondaggio si terrà lunedì 25 Febbraio in luogo ancora da decidere.

Come sempre, il sondaggio lo trovate in fondo all’articolo… VOTATE BENE!

Nulla, Solo la notte di John Williams – edito da Fazi 

Nei due anni e mezzo di guerra che John Williams trascorse tra India e Birmania, tra il 1942 e il 1945, scrisse il suo primo romanzo, Nothing but the night. A soli vent’anni il giovanissimo scrittore raccontò la giornata di un giovane borghese della California, scrivendo forsennatamente nelle lunghe ore vuote che caratterizzavano la vita di certe zone periferiche al conflitto mondiale. Al suo rientro negli Stati Uniti Williams riuscì, un anno prima di laurearsi, a far stampare il suo primo romanzo.
Vicino al mondo descritto da John Fante (anche lui di Denver) con un tono trasognato e a volte ironico, Arthur Maxley ci ricorda l’Arturo Bandini che vaga per le strade di Los Angeles incontrando i personaggi più disparati. Qui Arthur è un dandy che seguiamo in una giornata scandita da incontri significativi (un amico con il sogno di acquistare una macchina tipogrfica e stampare poesie, il padre distante e una donna bella, ma disperata) Rappresentati all’interno di un diner, di un hotel di lusso o di un night, gli interlocutori di Arthur sono dei compagni di viaggio con forti personalità, ognuno di loro una musa ispiratrice per cercare di comprendere la solitudine umana.

 

Tunnel di Abraham Yehoshua edito da Einaudi

Come può un uomo come Zvi Luria, che è sempre stato affidabile e solido, un punto di riferimento per famiglia e amici, un ingegnere che costruiva strade e tunnel, scendere a patti con il proprio inevitabile declino mentale? Come possono farlo sua moglie e i suoi figli? Come ci si comporta di fronte alla razionalità che lentamente svanisce? E come si affronta la paura? Yehoshua costruisce intorno a queste domande una toccante meditazione sull’identità e sull’amore, sui gesti che è necessario compiere prima di congedarsi. Una vicenda intima e privata che s’intreccia a doppio filo con quella collettiva e politica del popolo palestinese e di quello israeliano, vicinissimi eppure cosí distanti dal trovare un modo per esistere insieme.

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Colazione da…Gelsomina

Booklovers adorati,
In realtà era un aperitivo, ma ha importanza? Questo articolo lo ha scritto Loretta, che vive a Houston – Texas – ci segue da sempre e viene a trovarci almeno due volte l’anno. Una lettrice speciale che ha voluto raccontare l’incontro di ieri.

Chiara e Nastasia hanno scelto la location perfetta per un libro che nel titolo menziona il mio pasto preferito della giornata. Ieri sera siamo state da Gelsomina a Milano in via Carlo Tenca 5 a parlare di Colazione da Tiffany di Truman Capote. Un libro che ci ha entusiasmato e anche un po’ diviso, non sullo stile scorrevole e diretto, ma sul personaggio di Holly Golightly, la protagonista.

Gelsomina

Holly, una donna intelligente e al tempo stesso bizzarra. Holly che per qualcuno è un modello di femminilità irritante, una gatta morta. Lei che si è sposata semplicemente perché non lo è mai stata prima. Holly che per Silvia è la se stessa dei 19 anni e per me è ancora la me stessa che va verso i 40. L’amica che Nastasia non vorrebbe mai avere e la donna con cui Chiara empatizza perche’ ne capisce il passato. Holly che sa manipolare ma che pero’ in fondo e’ una donna onesta. cosi’ onesta da mettere in guardia l’interlocutore che’ “Non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica: più le si vuole bene, più diventa ribelle.” Perche’ nemmeno tutto questo caos che è la vita ci giustifica nel prendere in giro o prenderci in giro nei sentimenti.

Holly che vive in una casa i cui mobili sono valigie e che prende un biglietto aereo per un motivo e quando il motivo viene a mancare lo usa comunque che un motivo di sicuro lo troverà una volta a destinazione. E’ una che cerca sempre cose nuove, nuovi stimoli, nuova vita. Una che si domanda “Perché non passiamo la giornata a fare cose mai fatte prima? Sarebbe divertente. Ci sarà qualcosa che non hai mai fatto… e in quanto a me, è un po’ difficile, ma tenteremo di trovarne qualcuna.”

Che poi, come ci fa notare Gaia, noi Holly la conosciamo solo attraverso la voce narrante di uno scrittore che per qualche mese si è invaghito di lei. E si sa che quando si è attratti da qualcuno si tende ad estremizzarne i modi di fare con quella lente di unicità che ha il potere seppur temporaneo di farci piacere tutto dell’amato. Da qui dunque il paradosso Holly: da un lato il narrator innamorato che ce ne parla descrivendola in tutti i suoi modi eccentrici strizzando l’occhio anche ai comportamenti meno accettabili. Dall’altro, noi lettori, a cui restano solo due opzioni: innomararci di lei fin dale prime pagine e a nostra volta giustificarle tutto in una sorta di cieco romanticismo, oppure analizzare tutti i suoi comportamenti con razionalità e distacco, e giudicarla.

Qual e’ il luogo Tiffany delle vostre vite? L’avete trovato? Lo state cercando? Nelle ultime pagine mi sono chiesta se il desiderio di trovare un posto nel mondo che sia la versione reale di Tiffany qualunque esso sia, non sia in fondo un desiderio del narratore, piu’ che di Holly. Lui che, come alcune delle amiche di Lasciate Stare Oscar Wilde, non può accettare che per certe persone un posto nel mondo alla fine non c’è. Perche’ c’e’ chi semplicemente non appartiene, come un gatto senza nome.

Un abbraccio a tutti coloro che sono in transito.

Il libro per iniziare il 2019

Booklovers del cuore,

Siamo qui per annunciarvi il libro che allieterà le vostre vacanze natalizie. Il sondaggio, infatti, è stato vinto da Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer.

L’incontro si terrà martedì 22 Gennaio alle ore 19.00 in luogo ancora da decidere.

Continuate a seguirci qui o su Facebook, su Instagram o su Marte. L’importante è che continuiate ad esserci.

Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer

Il sondaggio per il libro di gennaio 2019

Booklovers del cuore,

come ogni mese, vi chiamiamo a decidere delle sorti dell’incontro del mese successivo, facendovi votare fra due libri il cui tema è dedicato alla rinascita e ai nuovi inizi. Per l’occasione abbiamo scelto due letture importanti e che ci permetteranno di parlare molto.

L’incontro si terrà martedì 22 Gennaio dalle 19.00 in luogo ancora da definire e che vi verrà comunicato sulla nostra pagina Facebook.

Come sempre, il sondaggio lo trovate in fondo all’articolo.

La diva Julia di W. Somerset Maugham edito da Adelphi

Guidata da pochi principi, quasi tutti appresi alla scuola di recitazione, Julia Lambert (“la più grande attrice d’Inghilterra”) sa decisamente irretire il suo pubblico. Ma Julia sembra sempre sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha vent’anni meno di lei, nei trabocchetti tesi dai debuttanti che vorrebbero rubarle la scena. E ogni volta il lettore, spettatore dal loggione, vorrebbe metterla in guardia. Ma Julia riesce a scegliere benissimo da sé il tono, il gesto, l’inquadratura.

Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer

Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente, che si chiama Jonathan Safran Foer, visita l’Ucraina per trovare Augustine, la donna che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricerca da un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora per l’agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di una cecità psicosomatica fa l’autista, e in compagnia di una cagnetta maleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dal nonno.