NON CITATE OSCAR WILDE

Seguire i suoi pensieri era come seguire una voce che parla troppo in fretta per riuscire a prendere nota di quanto dice; e tale voce era la sua stessa voce, che diceva, senza bisogno di suggerimenti, cose innegabili, eterne, contraddittorie.”

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NON CITATE OSCAR WILDE

L’aspetto individuale, ciò che ci rende riconoscibili, in verità è un fatto puerile. Al di sotto, tutto è buio, deformato, insondabilmente profondo; ogni tanto riaffioriamo in superficie, e così veniamo riconosciuti.

Tratto da Gita al faro di Virginia Woolf

NON CITATE OSCAR WILDE

«Sì, di certo, se domani farà bel tempo,» disse la signora Ramsay. “Ma bisognerà che ti levi al canto del gallo,” soggiunse.

Queste parole procurarono al suo bambino una gioia immensa, come se la gita dovesse effettuarsi senz’altro, come se il prodigio che a lui sembrava d’aver atteso per anni e anni, fosse ormai, alla distanza d’una notte nel buio e d’una giornata sul mare, quasi a portata di mano. Giacomo Ramsay, all’età di sei anni, apparteneva di già a quella vasta categoria di gente che non può tener distinte le proprie emozioni, ma lascia che i lieti o mesti presagi del futuro annebbino quanto va realmente accadendo.

Tratto da Gita al faro di Virginia Woolf

NON CITATE OSCAR WILDE

“Il Segreto è quello lì.” Veronica sorride, come se avessi inconsapevolmente confermato una sua teoria.

“Quale?”

“Fare qualcosa che ti piace. Un sacco di persone fanno lavori che odiano e poi si lamentano che non sono felici.”

“Non tutti possono scegliere.”

“È vero, è vero, per carità. Ma chi può scegliere secondo me lo deve fare.”

Tratto da “Tutto il tempo che vuoi” di Francesco Gungui