GLI INCONTRI DI GIUGNO

Gli incontri di Giugno si sono svolti sul libro “Dora Bruder” scritto dal Premio Nobel per la letteratura 2014 Patrick Modiano.

Un libro di poche pagine, ma che ha fatto riflettere e rivisitare, tanto quanto gli occhi che lo hanno letto. Un libro piccolo, in cui viene raccontata l’impresa di Modiano, di ricostruire la vita della piccola Dora Bruder, una ragazzina ebrea di 15 anni, scomparsa durante i giorno dell’Occupazione di Parigi nel 1941.

« PARIS On recherche une jeune fille, Dora Bruder, 15 ans, 1 m. 55, visage ovale, yeux gris marron, manteau sport gris, pull-over bordeaux, jupe et chapeau bleu marine, chaussures sport marron. Adresser toutes indications à M. et Mme Bruder, 41 boulevard Ornano, Paris. »

Come spesso accade durante i nostri incontri, il libro ha diviso le opinioni dei lettori, non soltanto fra chi lo ha apprezzato o meno, ma qualcuno si è chiesto addirittura il perché scrivere poche pagine, fare delle indagini per poi non venir a capo di nulla. Qualcuno non ha apprezzato le annotazioni “maniacali” sui luoghi, vie, civici della città di Parigi. Qualcuno ci si è addirittura perso.

In attesa di un lieto fine che non è mai arrivato, Dora Bruder compare come un fantasma in tutto il libro. Modiano la ricerca nelle vie di Parigi, ripercorrendole, cercando di entrare nella testa di una ragazzina ribelle che non si è mai arresa.

L’empatia di Modiano nei confronti della piccola fuggitiva, risulta ad alcuni commovente. Cercare delle persone che in quell’epoca storica erano così perseguitate al punto di decidere di farle sparire, non deve essere stato facile. Per questo forse il libro è così piccolo. Nonostante questo, il talento dello scrittore è stato quello di RICORDARE una bambina come tante. Un’adolescente che ha rappresentato una intera generazione di vittime che non hanno avuto voce, nè ricordi, nè memoria.

Ciao Dora, nel nostro piccolo, anche noi di #Lsow, ti abbiamo ricordata.

dora ritratto

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PATRICK MODIANO: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2014

patrick-modianoCari Booklovers,

ogni volta che parliamo di un autore, cerchiamo di farlo nel rispetto dello sforzo compiuto, il duro lavoro e l’opera che ha portato a termine, ma vi assicuriamo che scrivere di un Premio Nobel per la letteratura non è cosa facile.

Jean Patrick Modiano è uno scrittore e sceneggiatore francese. Nasce a Boulogne-Billancourt, città poco distante da Parigi, il 30 luglio del 1945, figlio di Albert Modiano, ebreo francese di origini italiane, e di Louisa Colpijn, un’attrice belga di etnia fiamminga. Studia dapprima in Alta Savoia, poi al Liceo Henri-IV di Parigi; conosce Raymond Queneau, amico della madre, che gli darà anche delle lezioni individuali di geometria e con il quale entrerà anch’egli in amicizia. Termina gli studi liceali ad Annecy, conseguendo il baccalauréat nel 1962, senza proseguire.

Nei suoi romanzi, per lo più ambientati nella Parigi dell’Occupazione nazista e costruiti intorno alla figura dello straniero, dell’esule, dell’ebreo, si intrecciano una vena disperata di ascendenza esistenzialista  e il gusto della rievocazione.

L’Accademia Svedese ha motivato il riconoscimento “per l’arte della memora con cui ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la vita e il mondo dell’Occupazione“.

“Dora Bruder” colpisce soprattutto per il lavoro di ricerca di una ragazza di 15 anni scomparsa molti anni prima, in una Parigi completamente diversa da come la conosciamo noi oggi.

Modiano ricostruisce i fatti con appassionata curiosità, ricercando tra documenti personali, testimonianze, registri di polizia. Ripercorre le strade per lei abituali, entra negli edifici in cui Dora entrava, visita il suo collegio, nel cui registro alla voce “data e motivo dell’uscita” è scritto: 14 dicembre 1941.
Causa fuga, e quasi la incrocia, quasi la vede, come se fosse possibile rivivere quei giorni lontani, in cui non era nemmeno nato. Immagina anche un possibile incontro, durante un rastrellamento per le strade, tra Dora e il padre dell’autore, in un camion che li stava trasportando verso quei campi di concentramento.

Un libro sulla ricerca e sulla memoria:

“Se non fossi qui a scriverlo, non esisterebbe più traccia della presenza di quella sconosciuta e di mio padre su un cellulare nel febbraio del 1942, sugli Champs-Elysées. Soltanto persone – morte o vive – da iscrivere nella categoria degli individui non identificati.”

Vi aspettiamo lunedì 29 giugno presso Capoverde e martedì 30 giugno presso Mint Garden Cafe per parlare di Dora Bruder.

E come sempre : VENITE GIA’ LETTI. O NO.

NON CITATE OSCAR WILDE

La fuga – a quanto pare – è una richiesta d’aiuto e in certi casi una forma di suicidio. Ciò non toglie che per qualche istante si provi una breve sensazione di eternità. Oltre ai legami con il mondo, avete rotto anche quelli con il tempo. E capita che alla fine di una mattinata il cielo sia di un azzurro tenue e nulla abbia più peso su di voi.

Penso  a Dora Bruder. Mi dico che la sua fuga non era così semplice come la mia una ventina d’anni dopo, in un mondo tornato inoffensivo.

Tratto da “Dora Bruder” di Patrick Modiano

Parigi occupata dai nazisti

NON CITATE OSCAR WILDE

“Bisognerebbe sapere se era bel tempo quel 14 dicembre, giorno della fuga di Dora. Magari una di quelle miti domeniche invernali di sole in cui si prova una sensazione di vacanza e di eternità… la sensazione illusoria che il corso del tempo sia sospeso, e che basti insinuarsi in quella breccia per sfuggire alla morsa che ci si sta chiudendo addosso”.

Tratto da Dora Bruder di Patrick Modiano

  

NON CITATE OSCAR WILDE

Otto anni fa, su un vecchio numero di “Paris-Soir” del 31 dicembre 1941 mi sono soffermato sulla rubrica di terza pagina: Da ieri a oggi. Nelle ultime righe, ho letto:

“Parigi

Si cerca una ragazza di 15 anni, Dora Bruder, m 1,55, volto ovale, occhi castano grigi, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu marina, scarpe sportive color marrone. Inviare eventuali informazioni ai coniugi Bruder, boulevard Ornano 41, Parigi”

Tratto da Dora Bruder – Patrick Modiano (Premio Nobel Letteatura 2014)