Truman Capote:

Truman Capote (1924-1984), scrittore, drammaturgo, giornalista, è stato una delle figure più rappresentative e controverse della scena intellettuale e mondana americana tra gli anni sessanta e settanta. Nato a New Orleans, all’età di quattro anni fu affidato dai genitori divorziati a dei lontani parenti in Alabama, dove trascorse l’infanzia aggrappandosi all’affetto di Sooky, l’anziana cugina protagonista del suo Ricordo di Natale, e alla futura scrittrice Harper Lee, autrice del best-seller Il buio oltre la siepe. Ormai adolescente, andò a vivere a New York con la madre e il suo secondo marito, un facoltoso sudamericano di cui adottò il cognome. Ma fu la pubblicazione dei suoi primi racconti tra il 1943 e il 1945 a segnalare il suo talento e ad aprirgli le porte del jet-set newyorchese. Autore di due leggendari romanzi come Colazione da Tiffany (1958) e A sangue freddo (1966), Capote rimane un’icona dell’America del secondo Novecento.

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Beth Peck, illustratrice americana, ha lavorato su decine di album e libri per ragazzi. Innamorata dell’opera di Capote, ha illustrato Ricordo di Natale nel 1989. Da allora il racconto «a colori» ha conosciuto numerose riedizioni in formati diversi, l’ultima delle quali tre anni fa, in una veste speciale con cd audio, per celebrare il cinquantennale della prima uscita della storia di Buddy e Sook.

 

HARPER LEE:la metafora dello sconosciuto

harper leeCari BookLovers,
oggi vi presentiamo Harper Lee, l’autrice del libro “Il buio oltre la siepe”, oggetto dei nostri prossimi incontri del 30 Novembre  e del 1° Dicembre 2015.

Harper Lee nasce nel 1926 in Alabama ed è figlia di un avvocato e ha  tre fratelli. Diventa famosa in particolare per aver scritto proprio il libro di cui parleremo, il quale verrà pubblicato nel 1960 e che le valse il Premio Pulizer. 

Il titolo del libro nella lingua italiana è una metafora esplicita, ripresa da uno dei passi descritti da Scout, la nostra  protagonista, in cui parla de “il buio oltre la siepe” proprio per rappresentare ciò che ci è sconosciuto, anche se molto vicino a noi. Nel caso specifico, rappresentato da Boo Radley, il tanto temuto vicino di casa che fatica a mostrarsi in pubblico.

To kill a mockingbird (Uccidere un usignolo) è il titolo originale in inglese, ed anche questo caso viene usata la metafora dell’uccisione di un usignolo, uccello innocuo che non  si ciba di grani ma di insetti, larve  ed emette un canto delizioso, equiparato alla morte di Tom Robinson, altrettanto ingiusta, come quella di invadere la vita ritirata di Boo Radley.

Il romanzo tocca il tema scottante del razzismo negli Stati Uniti degli anni trenta. Nel periodo in cui è ambientato il romanzo sussistevano sentimenti di odio  nei confronti dei neri, specialmente negli stati del sud, e all’epoca della pubblicazione del libro era ancora in atto la segregazione razziale.

Grazie al tema trattato, purtroppo ancora attuale, nel 2007 Harper Lee viene  premiata con la più alta onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, per il suo primo e più famoso romanzo che, secondo la motivazione del premio, “Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre“.

Speriamo che questo libro ci faccia riflettere su quanto recentemente accaduto a Parigi e ogni qualvolta ci troviamo di fronte a qualcosa che non conosciamo, qualcosa o qualcuno estremamente differente da noi.

Venite numerosissimi e ricordatevi dello Swapping Book Natalizio.