NON CITATE OSCAR WILDE

A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra.

Tratto da “Stoner” di J. Williams

 

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HARPER LEE:la metafora dello sconosciuto

harper leeCari BookLovers,
oggi vi presentiamo Harper Lee, l’autrice del libro “Il buio oltre la siepe”, oggetto dei nostri prossimi incontri del 30 Novembre  e del 1° Dicembre 2015.

Harper Lee nasce nel 1926 in Alabama ed è figlia di un avvocato e ha  tre fratelli. Diventa famosa in particolare per aver scritto proprio il libro di cui parleremo, il quale verrà pubblicato nel 1960 e che le valse il Premio Pulizer. 

Il titolo del libro nella lingua italiana è una metafora esplicita, ripresa da uno dei passi descritti da Scout, la nostra  protagonista, in cui parla de “il buio oltre la siepe” proprio per rappresentare ciò che ci è sconosciuto, anche se molto vicino a noi. Nel caso specifico, rappresentato da Boo Radley, il tanto temuto vicino di casa che fatica a mostrarsi in pubblico.

To kill a mockingbird (Uccidere un usignolo) è il titolo originale in inglese, ed anche questo caso viene usata la metafora dell’uccisione di un usignolo, uccello innocuo che non  si ciba di grani ma di insetti, larve  ed emette un canto delizioso, equiparato alla morte di Tom Robinson, altrettanto ingiusta, come quella di invadere la vita ritirata di Boo Radley.

Il romanzo tocca il tema scottante del razzismo negli Stati Uniti degli anni trenta. Nel periodo in cui è ambientato il romanzo sussistevano sentimenti di odio  nei confronti dei neri, specialmente negli stati del sud, e all’epoca della pubblicazione del libro era ancora in atto la segregazione razziale.

Grazie al tema trattato, purtroppo ancora attuale, nel 2007 Harper Lee viene  premiata con la più alta onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, per il suo primo e più famoso romanzo che, secondo la motivazione del premio, “Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre“.

Speriamo che questo libro ci faccia riflettere su quanto recentemente accaduto a Parigi e ogni qualvolta ci troviamo di fronte a qualcosa che non conosciamo, qualcosa o qualcuno estremamente differente da noi.

Venite numerosissimi e ricordatevi dello Swapping Book Natalizio.

NON CITATE OSCAR WILDE

Noi sappiamo che non tutti gli uomini furono creati eguali, nel senso che la gente vorrebbe farci credere. Sappiamo che vi sono persone più intelligenti di altre, più capici di altre per natura, uomini che riescono a guadagnare più denaro, donne che fanno dolci migliori, individui dotati di qualità negate invece alla maggioranza degli uomini. Ma c’è una cosa nel nostro Paese, di fronte alla quale tutti gli uomini furono davvero creati uguali: un’istituzione umana che fa di un povero l’eguale di Rockfeller, di uno stupido l’eguale di Einstein, e di un ignorante l’eguale di un Rettore di Università. questa istituzione, Signori, è il tribunale.

Citazione tratta da “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee

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“La legge è uguale per tutti”