Chi è Madeleine Bourdouxhe

Madeleine Bourdouxhe passò l’infanzia e l’adolescenza a Liegi per poi trasferirsi a Bruxelles, dove intraprese gli studi di filosofia all’Università libera. Conobbe successivamente il matematico Jacques Muller, che sposerà nel 1927.

La vena letteraria emerse con la stesura, nel 1935, di Vacances, primo romanzo che rimase però inedito. Scrisse e pubblicò nel 1937La femme de Gilles, tradotto in italiano in La donna di Gilles, tuttora considerato il suo capolavoro. La casa editrice Gallimard, che pubblicò l’opera prima della scrittrice poco più che trentenne, lo fece su consiglio entusiasta di Jean Paulhan, direttore della Nouvelle Revue Française. Venne accolta in maniera entusiasta dal pubblico francese perché è proprio in Francia che la Bourdouxhe si spinse per cercare editori per i suoi scritti. Lo scoppio della seconda guerra mondiale e il controllo dei nazisti sulle case editrici la costrinsero, da attiva antinazista, a rinunciare alla pubblicazione dei suoi lavori, preferendo di gran lunga l’attività di novelliere che la porta a pubblicare su quotidiani e riviste e a vincere premi letterari in Canada per gli scrittori di lingua francese.

Nel 1943 pubblicò infatti con le Éditions Libris di Bruxelles il romanzo À la recherche de Marie: l’autrice prese inizialmente contatti con la Gallimard per la pubblicazione, ma poi ritirò lo scritto perché sostenne che questa fosse controllata dai nazisti. L’anno successivo pubblicò Sous le pont Mirabeau con le Éditions Lumière.

Nonostante la produzione apparentemente minima (in realtà partecipò a svariati concorsi letterari con opere poi rimaste inedite), la Bourdouxhe divenne segretaria a vita della Libera Accademia del Belgio nel 1964.

Solo altri due lavori furono pubblicati: Sept Nouvelles nel 1985 e Wagram 17-42: Marie attend Marie nel 1989, entrambe dalla Éditions Tierce-Littérales di Parigi.

Madeleine Bourdouxhe non legò mai il proprio nome a nessun movimento letterario o rivista, né tentò affannosamente di procurarsi un posto in prima fila tra gli scrittori di rilievo del Novecento. Attiva nella Resistenza contro i nazisti, visse quasi ai margini della società come i protagonisti dei suoi stessi libri, ritagliandosi uno spazio di poco rilievo sulla scena internazionale ma lavorando incessantemente alla scrittura, che non fu mai per lei un secondo lavoro o un ripiego ma una vocazione vera e propria.

Fu grande amica di Jean-Paul Sartre e di Simone de Beauvoir, che la citò nel romanzo Secondo sesso (1949) esaltando l’analisi dei sessi che si evince dalla lettura de La femme de Gilles.

(Fonte – Wikipedia)

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NON CITATE OSCAR WILDE

L’aspetto individuale, ciò che ci rende riconoscibili, in verità è un fatto puerile. Al di sotto, tutto è buio, deformato, insondabilmente profondo; ogni tanto riaffioriamo in superficie, e così veniamo riconosciuti.

Tratto da Gita al faro di Virginia Woolf

NON CITATE OSCAR WILDE

«Sì, di certo, se domani farà bel tempo,» disse la signora Ramsay. “Ma bisognerà che ti levi al canto del gallo,” soggiunse.

Queste parole procurarono al suo bambino una gioia immensa, come se la gita dovesse effettuarsi senz’altro, come se il prodigio che a lui sembrava d’aver atteso per anni e anni, fosse ormai, alla distanza d’una notte nel buio e d’una giornata sul mare, quasi a portata di mano. Giacomo Ramsay, all’età di sei anni, apparteneva di già a quella vasta categoria di gente che non può tener distinte le proprie emozioni, ma lascia che i lieti o mesti presagi del futuro annebbino quanto va realmente accadendo.

Tratto da Gita al faro di Virginia Woolf

NON CITATE OSCAR WILDE

Verso la fine di Dicembre 2015 l’inverno si faceva ancora attendere. Arrivò Natale, con le sue fastidiose campanelle, e la gente era ancora in giro in maniche corte e sandali, chi riconoscente alle stagioni per una simile svista, chi preoccupato per il riscaldamento globale, mentre dalle finestre si affacciavano alberi artificiali spruzzati di brina argentata che mandavano in confusione scoiattoli e uccelli.

Tratto da Oltre l’inverno di Isabel Allende