NON CITATE OSCAR WILDE

Verso la fine di Dicembre 2015 l’inverno si faceva ancora attendere. Arrivò Natale, con le sue fastidiose campanelle, e la gente era ancora in giro in maniche corte e sandali, chi riconoscente alle stagioni per una simile svista, chi preoccupato per il riscaldamento globale, mentre dalle finestre si affacciavano alberi artificiali spruzzati di brina argentata che mandavano in confusione scoiattoli e uccelli.

Tratto da Oltre l’inverno di Isabel Allende

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Book Party #Lsow

BookLovers adorati,

come già anticipato, il 1° Ottobre 2016 inaugureremo l’anno scolastico #Lsow  con un evento letterario per festeggiare il nostro terzo anno di incontri. Il gruppo di  lettura si è ingrandito ogni mese di più e, oltre ai soliti (amatissimi) noti, vorremmo tanto far conoscere ad altre persone il nostro modo di intendere la lettura come momento di condivisione.

Abbiamo pensato che il luogo ideale per una festa letteraria fosse la Galleria D’Arte Barbara Frigerio, così da poter godere delle opere esposte mentre si beve un bicchiere di vino e si mangiano le leccornie preparate per voi dal nostro catering.

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Ma non è finita qui.

Infatti, l’idea è quella di intrattenervi con alcune attività letterarie divertenti, volte a indagare meglio sui vostri gusti letterari, per creare scambi di opinioni e creatività.

Vi elenchiamo, senza svelarvi troppo, quello che accadrà :

  • DRESS CODE: sappiamo perfettamente che avete temuto vi obbligassimo a travestirvi da personaggio letterario preferito. E invece no, state tranquilli. Se lo farete sarà gradito, altrimenti basterà dichiarare .
  • ANGOLO CREATIVO: troverete tutti gli strumenti per poter far sbizzarrire la vostra creatività. Vi suggeriamo di pensare a citazioni dei vostri libri del cuore e che vorrete condividere con gli altri (Fabio Volo escluso).
  • BOOKCROSSING: se vorrete, potrete portare un libro e lasciarlo in una zona dedicata in Galleria, affinchè possa essere ritrovato da un altro lettore e che prosegua il suo viaggio.
  • IL GIOCO DEGLI STICKER: all’ingresso troverete 6 sticker colorati, ciascuno dei quali rappresenterà un mood letterario che ci servirà per  poter parlare di libri, ma di questo non vi diremo altro perchè sarà una sorpresa!

Il resto lo scoprirete soltanto il giorno del Book Party 🙂

Mi raccomando, acquistate il biglietto qui BOOK PARTY  che servirà solamente per coprire i costi del catering.

Ovviamente la festa è aperta a tutti, sia a chi ha sempre partecipato ai  nostri incontri che a nuove persone che avranno voglia di conoscerci.

 

 

 

Il libro di Ottobre: siamo tornate

Booklovers adorati,

dopo in lunghissimo mese di vacanza siamo tornate e come primo atto benevolo vi facciamo scegliere il libro di cui parleremo ad Ottobre 2016.

Inaugureremo l’anno scolastico 2016/17 mettendo al ballottaggio due libri editi dalla tanto amata Adelphi, quindi ora non vi resta votare (BENE).

Vi anticipiamo che gli incontri saranno come sempre due e in particolare il 17 e il 18 Ottobre in luoghi da destinarsi.

Come sempre, il sondaggio è alla fine dell’articolo

“Leggere Lolita a Teheran” –  scritto da Nafisi Azar

leggere lolita a teheranNel 1995, abbandonato l’incarico all’università dove insegnava letteratura angloamericana, Azar Nafisi propone a sette delle sue migliori studentesse di trovarsi a casa sua, nel primo giorno del weekend, per discutere di letteratura. Un seminario privato: per due anni Nafisi vede le ragazze entrare nel suo salotto, “togliersi il velo e la veste e diventare di botto a colori”. Il fatto è che insieme al velo “si levavano di dosso molto di più. Lentamente, ognuna di loro acquistava una forma, un profilo, diventava il suo proprio inimitabile sé”. In quelle mattine le otto donne leggono Nabokov, Henry James, Jane Austen. Discutono con passione di Lolita e di Daisy. “Il seminario diventò il nostro rifugio, il nostro universo autonomo, una sorta di sberleffo alla realtà di volti impauriti e nascosti nei veli della città sotto di noi”. Nel loro rifugio Nafisi e le sue ragazze guardano il mondo Cattraverso l’occhio magico della letteratura”. Ma sono pur sempre a Teheran, e fuori da quel salotto restano grigiore e proibizioni: così, avverte Nafisi, “è di Lolita che voglio scrivere, ma ormai mi riesce impossibile farlo senza raccontare anche di Teheran”.

È questo Leggere Lolita a Teheran: il racconto di come una donna (l’autrice) attraversa la rivoluzione islamica iraniana con un bagaglio di romanzi e una gran fiducia nella letteratura, “arte della complicazione umana”. Solo che non sono ammesse sottigliezze né “complicazione umana” nel mondo in cui vivono lei e le sue studentesse. È un mondo di romanzi sconsigliati, di ragazze punite se hanno le unghie dipinte, persone che hanno dovuto imparare a non esprimersi apertamente. Nafisi cita il Nabokov di Invito a una decapitazione: insopportabile “non è il vero dolore fisico o la tortura che si infligge in un regime totalitario, bensì l’incubo di una vita trascorsa in un’atmosfera di continuo terrore”. Per prima cosa dunque Nafisi vuole trasmettere l’esasperazione di una vita regolata da “norme ottuse”, dove un bambino si sveglia terrorizzato perché “ha fatto un sogno illegale”: il senso di oppressione di un regime che “negava valore all’opera letteraria, a meno che sostenesse l’ideologia”, un regime, del resto, dove il capo del comitato di censura cinematografica è un cieco… Il seminario diventa per loro “un corso di autodifesa” da tutto questo. Ancora Nabokov: “La curiosità è insubordinazione allo stato puro”.

“L’Iguana” – scritto da Anna Maria Ortese

l'iguana«A tutti i lettori che desiderano qualcosa di inaudito, che li porti di colpo oltre i confini della realtà; a tutti i lettori appassionati, annoiati, sazi, entusiasti, drammatici, frivoli, passeggeri, costanti – consiglio questo bellissimo libro, uno dei pochi destinati a onorare la letteratura italiana del dopoguerra. È stato pubblicato venti anni fa; ma sembra che nessuno l’abbia mai comprato, nessuno l’abbia mai letto. È come la principessa della fiaba, la cui bellezza si nasconde dietro gli stracci e la cenere. Soltanto alcuni happy few hanno alzato il velo grigio, hanno scosso con la mano la cenere, e sostengono che è un capolavoro» (Pietro Citati).
Quando il giovane milanese Aleardo, di famiglia ricca, nobile e illuminata, decide di approdare con il suo yacht nella sperduta isola di Ocaña, al largo del Portogallo, non sa quale inusitata avventura, e quale incontro fatale, lo attendano. Fino a quel momento, egli è «il compratore di isole», sempre incerto su quale comprare, perché Aleardo è sì facoltoso, ma anche rispettoso della generale dignità del creato e non vorrebbe turbarlo con indiscrete iniziative. Come giocando, un suo amico editore lo aveva sfidato a fornirgli un manoscritto capace di risvegliare i lettori intorpiditi per eccesso di offerte: e precisamente «le confessioni di un qualche pazzo, magari innamorato di una iguana». Appunto l’iguana attende Aleardo nell’isola di Ocaña, sotto forma di una «bestiola verdissima e alta quanto un bambino, dall’apparente aspetto di una lucertola gigante, ma vestita da donna, con una sottanina scura, un corsetto bianco, palesemente lacero e antico, e un grembialetto fatto di vari colori». Quell’iguana, come la prima materia dei testi alchemici, è ciò che di più vecchio e insieme ciò che di più giovane si possa trovare nella sostanza del mondo, è la natura stessa nel suo perenne invito alla «fraternità con l’orrore». Intorno a questa principessa-servetta e al suo principe illuministico e bisognoso di iniziazione la Ortese ha intessuto una perfetta favola romantica, genere fra i più ardui, che già aveva tentato vari grandi scrittori di lingua tedesca, da Novalis a Hofmannsthal, mentre in Italia non sembra aver attirato nessuno, forse anche per la profonda estraneità della nostra letteratura alla vena fosforeggiante del romantico.L’Iguana fu pubblicato per la prima volta nel 1965, incontrando una generale incomprensione. Oggi sappiamo che questo romanzo, nella sua impeccabile commistione di incanto e ironia, è destinato a rimanere un approdo felice per chiunque ami la letteratura.

VOTATE QUI:

 

 

Manie letterarie di #Lsow

Cari BookLovers,

durante l’ultimo incontro vi abbiamo chiesto una cosa molto intima, ovvero di confessarci le vostre manie letterarie. Le avete trascritte su dei foglietti colorati che noi riporteremo fedelmente per poterci confrontare 🙂

Ma cosa si intende per mania letteraria?

Essenzialmente sono tutte quelle fissazioni che abbiamo (e che spesso non sappiamo di avere) durante la lettura. Dalla scelta all’utilizzo del libro. Qualsiasi cosa è lecita purchè si tratti di una “stranezza” che solo i veri appassionati della lettura hanno.

Manie Letterarie firmate #Lsow

Manie Letterarie firmate #Lsow

Manie:

“NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE CHE CHI LEGGE I MIEI LIBRI LI APRA TROPPO SE HANNO LA BROSSURA, PERCHè POI SI VEDE LA PIEGA”

PRIMA DI ACQUISTARE UN LIBRO MI DEVE COLPIRE LA COPERTINA, DOPO LEGGO LA STORIA”

APPENA ACQUISTO IL LIBRO DEVO FIRMARLO E DATARLO”

“PRIMA DI INIZIARE UN LIBRO DEVO LEGGERE L’ULTIMA FRASE”

“MI PIACCIONO I LIBRI TRISTI”

“OGNI PERSONAGGIO SOMIGLIA A QUALCHE ATTORE IMPROBABILE”

“LEGGO SEMPRE LE ULTIME DUE RIGHE DELL’ULTIMA PAGINA DEL LIBRO”

“IO DIVIDO I LIBRI DA LEGGERE (IN UN SCATOLA) DA QUELLI LETTI (IN LIBRERIA)”

“PRIMA DI ACQUISTARE UN LIBRO, APRO UNA PAGINA A CASO, IL PIù DELLE VOLTE A META’ DI ESSO, LEGGO 4 RIGHE. SE MI PIACE COME SCORRE E MI EMOZIONA, ALLORA LO COMPRO”

“LEGGERE L’INCIPIT. E APRIRE IL LIBRO A CASO PER LEGGERE QUALCHE PAGINA”

“QUANDO INIZIO UN LIBRO DEVO PER FORZA ARRIVARE ALLA FINE, ANCHE SE MI COSTA FATICA”

“GIRARE E RIGIRARE IL LIBRO ALMENO 4 VOLTE”

“PRIMA DI INIZIARLO, LEGGERE LA QUARTA MA NON LA PREFAZIONE (CHE LEGGO DOPO)”

“SONO PIGRA, CI METTO UN PO’ A INIZIARE UN LIBRO”

“PRIMA ERO ATTRATTO DALLA COPERTINA O IMPAGINAZIONE. ORA PREFERISCO INFORMARMI LEGGENDO QUALCHE RECENSIONE O ANDANDO ALLE PRESENTAZIONI. NON MI PIACE NON FINIRE UN LIBRO”

Grazie a tutti per aver condiviso con noi!

Ci vediamo a settembre 🙂

 

 

 

I nostri consigli letterari estivi

Cari BookLovers,

anche quest’anno scolastico è terminato e come anticipato, ci rivedremo a fine settebre con tantissime novità.

Ma potevamo lasciarvi senza i nostri consigli letterari? Potevamo non darvi dei compiti delle vacanze? NON SIA MAI.

I consigli di Nastasia:

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Shantaram – Gregory David Roberts
Si dice che leggere sia come viaggiare senza muoversi dalla poltrona. Questo libro ne è la dimostrazione più concreta. La storia di un criminale australiano evaso di prigione che ritrova la sua vita tra le strade dell’India. Tra indigenza, povertà, criminalità organizzata, usi e costumi di una società che non conosce nemmeno superficialmente. Consiglio questo libro a chiunque pensi che un viaggio in una terra lontana sia un po’ come la scoperta di una parte di sé che non si conosce e non solo quella di una parte di pianeta che non abbiamo ancora visitato. Potrete sentire i profumi, gli odori e i rumori di questo viaggio in India che è anche un viaggio nell’animo di un uomo devastato da se stesso.

Oceano Mare – Alessandro Baricco
Oceano mare parla di un naufragio avvenuto in un tempo indefinito in un oceano che non si sa quale sia. Parla degli uomini rimasti in mare e del loro tentativo di salvarsi. Parla di un uomo che cerca di capire dove finisce il mare, di un altro che cerca in tutti i modi di disegnarlo, di una locanda in cui le persone si infrangono come onde, capitandoci un po’ per forza un po’ per caso. Parla di destini fugaci e di vite segnate per sempre. Non ho modo di spiegarvi questo libro, sarebbe come cercare di mettere il mare in una bottiglia. Forse può aiutare una frase contenuta in esso a chiarire di cosa si tratti: “La sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d’un tratto, esplode”.

Momenti di trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità – Francesco Piccolo
Due libri che potete leggere in pillole. Apriteli ad una pagina a caso nei momenti meno opportuni.
Nel primo, Momenti di trascurabile felicità, scoprirete, ad esempio, quant’è preziosa quella manciata di giorni d’agosto in cui tutti vanno in vacanza e voi rimanete da soli in città. L’autore raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda il senso profondo della vita.
Nel secondo, Momenti di trascurabile infelicità, scoprirete come ogni contrattempo, anche il più seccante, nasconda qualcosa di impagabile: una scintilla folgorante di divertimento e di vitalità. Che si tratti di condividere l’ombrello con qualcuno, strappandoselo di mano per gentilezza fino a ritrovarsi entrambi bagnati fradici o a costatare come la parola PARACETAMOLO sia troppo spesso usata a sproposito. Ciascuno sperimenta ogni giorno mille forme trascurabili (e non irrilevanti) di infelicità. Ma sorge il dubbio che sia “come i bastoncini dello shangai: se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo, se ne verrebbe via anche quella che mi piace di più”.

La vita non è in ordine alfabetico – Andrea Bajani
La vita intera passa attraverso le molteplici combinazioni delle ventuno lettere che compongono il nostro alfabeto: sorprese, delusioni, imprevisti, nascita e crescita, persino la morte; tutto è descritto da ventuno segni, ventuno simboli che messi insieme compongono la nostra vita, non la raccontano e basta. In questo libro troverete trentotto storie brevi, trascinanti e poetiche, piene di profonda leggerezza. Ciascuna di loro, una parola. Ciascuna di loro, il mondo. Sono epifanie scovate quasi per caso negli interstizi del quotidiano.

I consigli di Chiara:

summer reading

StonerJohn Williams
William Stoner è stato scritto da J. Williams nel 1965 ma riscoperto soltanto qualche anno fa, diventando un vero e proprio caso letterario. È la storia di un professore dell’Università del Missouri, di un matrimonio infelice, di poche amicizie e di una vita piatta e desolante. Eppure è avvenuto un miracolo letterario: impazzirete per Stoner, per la sua normalità. Vi chiederete com’è possibile amare tanto una storia catastrofica, ma grazie all’affetto con cui è stata scritta non potrete far altro che affezionarvi a lui. E dopo averlo letto, William Stoner vi mancherà. È un romanzo potente e a cui ci si lega inesorabilmente. Spero lo divulgherete perché è uno di quei rarissimi casi in cui, una volta finito, se ne esce migliori.

Meno di zero Bret Easton Ellis
Questo è il libro che mi ha iniziato a Ellis e alla mia adorazione per lui. È il primo romanzo di Bret Easton Ellis, scritto alla tenera età di 29 anni. Crudo, iper-realista, politicamente scorretto, racconta la storia di un ragazzo della Los Angeles degli anni 80, freddo, materialista che diventa portavoce di una generazione viziosa tipica di quegli anni. Il libro ha il ritmo di un videoclip, il linguaggio è quello dello slang giovanile alto-borghese. Il protagonista e i suoi amici, in vacanza prima della riapertura del college, sperimentano tutto quello che la città ha da offrire: sesso facile, cocaina, festini particolari, in un crescendo di amoralità e devastazione.

Le vedove del giovedì Claudia Pineiro
Questo libro è ambientato in complesso residenziale di lusso che sorge alla periferia di Buenos Aires, distante anni luce dalla vita colorita e rumorosa della metropoli argentina. Un’oasi dorata fatta di pace e tranquillità, protetta da alte mura monitorate giorno e notte, abitata da famiglie facoltose che hanno ricreato un loro micro cosmo fatto di opulenza e ordine artefatto. Le donne conducono una vita fatta di agi, scandita da un tempo sospeso, in cui si realizzano solo nella crescita dei loro figli, le serate al club, le cene sontuose, in attesa che gli uomini facciano di ritorno a casa. Ma questa è solo una facciata. In realtà, il loro mondo si sta piano piano sgretolando al punto che porterà quattro di loro a trovare un interessante escamotage…
Questo è un libro che ho comprato al ritorno di un mio viaggio in Argentina, nel tentativo di portarne un pezzettino con me, per respirare ancora quell’aria, quella cultura colorata e accogliente.

Quella sera dorata – Peter Cameron
Omar Razaghi si accinge a dover scrivere una biografia ed immediatamente si ritrova a dover fare i conti con i parenti del biografato. Questi, infatti, si impegneranno ad ostacolare l’iniziativa, nel terrore di essere fraintesi e di congetture non autorizzate. Vien da sé che né la moglie, né il fratello né l’amante del defunto Jules, Gund, autore di un unico e venerato libro, desiderino che Omar si rechi nella tenuta di famiglia in Uruguay per impicciarsi di fatti anche molto scabrosi che non lo riguardano. Ma Omar ha una fidanzata piuttosto insistente che lo mette sul primo volo per il Sud America, consegnandolo nelle grinfie di questa famiglia colorita.
Nessuno più di Cameron è in grado di farmi entrare nei luoghi, usi e costumi di una storia, di un luogo. È un racconto familiare, appassionante e a tratti misterioso. Io l’ho amato molto e sono solita regalarlo a chi voglio bene.