NON CITATE OSCAR WILDE

“Voleva approfittare di ogni singolo giorno, perché ormai erano contati è sicuramente erano meno di quelli che lei sperava. Non c’era tempo da perdere”.

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NON CITATE OSCAR WILDE

“Quando una volta le domandarono come potesse nuotare nelle acque gelide del Pacifico del Sud, lei rispose, non me ne accorgo, sono già congelata. Con quella affermazione impressa nella memoria, Miguel Flores spalanca le ante del vecchio armadio bianco e segue con il dito la patina ramata che percorre le venature del legno Ha imparato che vestirsi ogni mattina significa raccontare qualcosa di sé. Non è ancora sicuro di che cosa dovrà, cosa vorrà raccontare quel giorno”

Tratto da “il giardino di Amelia” di Marcela Serrano

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NON CITATE OSCAR WILDE

“La più alta forma di moralità è sentirsi degli estranei in casa propria”.

Spiegai che spesso le grandi opere di fantasia servivano proprio a questo, a farci sentire estranei in casa nostra. La migliore letteratura ci costringe sempre a interrogarci si ciò  che tenderemmo a dare per scontato, e mette in discussione tradizioni e credenze che sembravano incontrollabili. Invitai i miei studenti a leggere i testi che avrei loro assegnato soffermandosi sempre a riflettere sul modo in cui li scombussolavano, li turbavano, li costringevano a guardare il mondo, come fa Alice nel Paese delle Meraviglie, con occhi diversi.

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NON CITATE OSCAR WILDE

“Se oggi voglio scrivere di Nabokov, è per celebrare la nostra lettura di Nabokov a Teheran, contro tutto e tutti. Dei suoi romanzi scelgo quello che ho insegnato per ultimo, e che è legato a così tanti ricordi. E’ di Lolita che voglio scrivere, ma ormai mi riesce impossibile farlo senza raccontare anche di Teheran. Questa, dunque, è la storia di Lolita a Teheran, di come Lolita abbia dato un diverso colore alla città, e di come Teheran ci abbia aiutate a ridefinire il romanzo di Nabokov e a trasformarlo in un altro Lolita: il nostro”.

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