GLI INCONTI DI APRILE

11060998_10206213992124826_6858460115032009565_n“Una perfetta felicità” di James Salter è un libro scritto da un SIGNORE della letteratura americana: uno scrittore alla ricerca continua della parola e della descrizione perfetta.

Descrizioni in cui, chi più e chi meno, ci siamo persi un po’ tutti. Parlando del libro, abbiamo prontamente notato come la narrazione seguisse un flusso dettato più dalle emozioni e dai ricordi, piuttosto che dalla logica. Qualcuno ha pensato che il ritmo del racconto fosse dettato dal fiume Hudson, presenza che accompagna fino alla fine i nostri protagonisti.

Il libro comincia con una splendida fotografia, fatta da una bella casa, immersa nel verde e accanto al fiume dai tanti colori.

Una famiglia all’apparenza perfetta, composta da una donna alta ed elegante, un uomo un po’ spettinato ma sempre presente, e due bambine molto diverse fra loro, se non per l’amore  e le cure che le circondano.

Ci siamo immaginati una bella  casa vittoriana, arredata con gusto, in cui tutti gli oggetti e le persone sono al posto giusto. Tanti amici, una vita sociale piena. Una famiglia perfetta. O quasi. Perché pian, piano iniziano ad emergere piccoli segreti che a lungo andare divideranno la famiglia. Alcuni lettori fanno notare un nuovo parallelismo con il fiume: in superficie sembra calmo e assume i colori del giorno e della notte, mentre il fondale si agita fino a rendere le acque torbide, come le personalità dei nostri protagonisti, Viri e Nedra.

Nedra ha diviso le opinioni dei lettori: c’è  chi l’ha “giudicata” per la sua freddezza e  l’abbandono della famiglia che l’ha portata a viaggiare, e chi invece ne ha apprezzato l’audacia e la sua voglia di sentirsi libera, più che felice. Una donna che corre contro il tempo, contro tutto quello che non aveva ancora fatto, alla continua ricerca di qualcosa che la allontanasse da una vita vuota e noiosa. Per poi scoprire che l’unico vero amore, l’unico rapporto duraturo è quello per i propri figli.

Viri invece ci ha messo tutti d’accordo: un buon padre, un pessimo marito. Assente, e che guarda sua moglie come si guarda un bel complemento d’arredo. La passione viene incanalata e idealizzata nei confronti di una giovane donna che si ripresenta di tanto in tanto. Fino a quando Nedra non lo abbandona e sembra che improvvisamente nulla abbia più senso.

Entrambi i protagonisti cominciano il loro vagare, ma l’equilibrio sembra non esserci più. Ci siamo chiesti quale fosse   la formula per la perfetta felicità, e ci siamo interrogati su quale valore essa si basi.

Che bell’interrogativo.

Non tutti hanno gradito il libro, chi perché ha faticato a seguire il flusso confuso della narrazione, chi lo ha trovato banale.

Altri invece hanno apprezzato la storia, si son persi nelle descrizioni, hanno seguito le stagioni passare ed osservare i nostri protagonisti, fino a scoprirli completamente diversi da come si erano presentati.

E voi sapreste descrivere Una perfetta felicità?

James Salter: lo scrittore alla ricerca della parola perfetta

James SalterNato James Horowitz, si è diplomato all’Accademia Militare di West Point e per dodici anni ha prestato servizio come pilota nell’Aviazione militare americana, che ha lasciato dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, The Hunters (1956), pubblicato con lo pseudonimo che successivamente diverrà il suo nome legale.

Nel 1957 Salter decise di congedarsi dall’esercito per dedicarsi completamente alla scrittura.
Il suo romanzo più noto è forse Un gioco e un passatempo (A Sport and a Passtime), è del 1967. Il corpus delle sue opere non è molto vasto: oltre ai due romanzi citati, conta altri tre romanzi, due raccolte di racconti (una delle quali, Dusk and Other Stories, gli è valso il Premio PEN/Faulkner nel 1989), un libro di memorie ed alcune sceneggiature.

La sua scrittura è caratterizzata da un continuo processo di revisione del testo, alla ricerca della parola adatta, “un processo mimetico in cui vado alla ricerca di me stesso”, come scrive lui stesso. Ogni frase è intima e discreta: l’effetto finale è di esattezza elegante, una cifra di scrittura che ora non usa più ed è difficilissima da imitare.

“Un perfetta felicità” racconta  una storia seducente, di amori e di passioni, di sofferenza e destino di una coppia che scopre i limiti della propria felicità e prova l’irrefrenabile tentazione di distruggerla.

Per voi esiste la felicità perfetta?

Lo scopriremo il 27 Aprile presso La bottega del vino e il 28 Aprile presso il B Cafè dalle ore 19.00.

VI ASPETTIAM GIA LETTI (o non).

B CAFE: un piccolo Bistrot Vintage

11016731_800134343407855_143642754735630379_nCari Booklovers, per il secondo incontro del 28 Aprile , in cui si parlerà di “Una perfetta felicità” di  J. Salter, abbiamo scelto di scoprire una zona di Milano, nota soprattutto per lo shopping: Via Torino.

Qui si trova il B Cafè, un piccolo Bistrot finemente arredato con mobili Vintage, aperto dal mattino fino alle 2 di notte.

Il locale è un posto tranquillo e molto confortevole, ma state tranquilli perché ci siamo sincerate che l’aperitivo sia all’altezza delle vostre aspettative. Infatti, potrete scegliere fra una vasta varietà di Gin di qualità, accompagnati da ottimi appetizer. Ormai lo abbiamo capito, per parlare bene di un libro abbiamo bisogno di sciogliere un po’ gli animi e avere la pancia piena.

Per chi arrivasse prima delle 19.30 con la macchina, ricordiamo che il B Cafè si trova all’interno delle mura dell’areaC.

Ci vediamo li GIA’ LETTI OPPURE NO!

B-Cafè

Via San Maurilio, 20

Milano

LA BOTTEGA DEL VINO: qualità e artgianato

Dopo una lunga e sofferta separazione, finalmente lunedì 27 Aprile ci rivedremo presso La Bottega del vino per parlare del libro scritto da James Salter “Una perfetta felicità”.

Ormai avrete capito che i nostri appuntamenti sono al contempo un’occasione per vederci e parlare del libro da voi scelto, ma anche per scoprire e testare nuovi posti di Milano. La scelta del posto cerca sempre di rispettare i requisiti di qualità, convivialità e di trovare luoghi in cui tornare con un bel libro e ritagliarsi un momento tutto nostro.

La Bottega del vino ha fatto della qualità, artigianalità e ricerca dell’eccellenza i suoi cavalli di battaglia. Un locale felpato ed ombroso dall’aria elegante e attento ai particolari. Un arredo scenografico con le sue pareti nude, mobili di legno scuro e bottiglie dappertutto. Per la precisione, possiede una lista con oltre 500 etichette, scelte fra piccoli produttori vinicoli e materie prime di massima qualità. L’altra protagonista è la cucina, che offre un menù piuttosto ambizioso e arricchisce il momento dell’aperitivo con appetitosi stuzzichini.

Vi aspettiamo come sempre con grande entusiasmo e siamo certe che vi piacerà.

Venite già letti, oppure no.

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NON CITATE OSCAR WILDE

I figli sono la nostra messe, i nostri campi, la nostra terra. Sono uccelli lasciati liberi nell’oscurità. Sono errori rinnovati. Eppure, sono l’unica fonte da cui si possa ricavare una vita più riuscita, più consapevole della nostra. In un certo senso essi faranno qualcosa di più, un passo avanti, vedranno la cima. Noi ci crediamo, nella radiosità che emana dal futuro, dai giorni che non vedremo. I figli devono vivere, devono trionfare. I figli devono morire; quella è un’idea che non possiamo accettare.

Tratto da “Una perfetta felicità” di James Salter

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